Autore: reparto tecnico Mycond
La scelta corretta del desiccante (materiale adsorbente) per i sistemi di deumidificazione dell'aria è una decisione ingegneristica critica che determina l'efficienza, il consumo energetico e i costi operativi dell'intero impianto. Nelle regioni industriali d'Italia, come Milano, Torino e Genova, dove le produzioni richiedono un controllo preciso dell'umidità, così come a Roma e Napoli con il loro clima mediterraneo umido, la selezione adeguata dell’adsorbente assicura la stabilità dei processi tecnologici e la protezione dei materiali dalla corrosione.
In questo articolo effettueremo un'analisi comparativa di cinque principali tipologie di materiali adsorbenti per deumidificatori d’aria, esamineremo le loro proprietà fisico-chimiche e forniremo raccomandazioni chiare per la scelta ottimale del desiccante in base alle diverse applicazioni.
Principi fisici della deumidificazione ad adsorbimento
La deumidificazione ad adsorbimento si basa sulla capacità dei materiali solidi porosi di trattenere le molecole di vapore acqueo sulla propria superficie. Si distinguono due meccanismi principali del processo:
- Adsorbimento fisico – trattenimento delle molecole d’acqua sulla superficie del desiccante grazie alle forze di van der Waals senza trasformazioni chimiche;
- Chemisorbimento – assorbimento dell’acqua con formazione di legami chimici con il materiale adsorbente.
Una caratteristica chiave dei desiccanti è l’isoterma di adsorbimento – il grafico della dipendenza della quantità di umidità adsorbita dall’umidità relativa dell’aria a temperatura costante. La forma di questa curva determina l’efficacia del materiale a diversi livelli di umidità.
La capacità dinamica è la quantità reale di umidità che l’adsorbente può assorbire in condizioni operative, a differenza della capacità di equilibrio statica che si raggiunge con contatto prolungato. È proprio la capacità dinamica a essere determinante nella progettazione dei sistemi.

Gel di silice: adsorbente affidabile per applicazioni standard
Il gel di silice è biossido di silicio amorfo (SiO₂) con un sistema di pori altamente sviluppato. La struttura del materiale include:
- Macropori (>50 nm) – garantiscono un rapido trasporto dell’umidità;
- Mesopori (2-50 nm) – aree principali di adsorbimento;
- Micropori (2 nm) – forniscono ulteriore area superficiale.
L’isoterma di adsorbimento tipica del gel di silice ha una forma a S con capacità massima nell’intervallo di umidità relativa del 40-70%. L’intervallo di temperatura operativo va da -10°C a +50°C, mentre la temperatura di rigenerazione è solitamente 100-150°C.
Il gel di silice consente di ottenere un punto di rugiada compreso tra -40°C e -50°C in condizioni ottimali. È ampiamente utilizzato nella ventilazione industriale, nei magazzini e nei deumidificatori domestici, dove non è necessario un essiccamento estremamente profondo, ma sono importanti un costo moderato e una bassa energia di rigenerazione.
Zeoliti naturali: deumidificazione migliorata per requisiti medi
Le zeoliti naturali sono alluminosilicati con struttura cristallina e sistema di micropori, formati da un reticolo di tetraedri di silicio e alluminio. La dimensione dei pori delle zeoliti naturali varia da 0,3 a 1 nm a seconda del tipo di minerale (clinoptilolite, mordenite, chabazite).
Una caratteristica delle zeoliti è un’isoterma di adsorbimento più ripida rispetto al gel di silice, dovuta alla maggiore affinità delle molecole polari d’acqua per i cationi presenti nella struttura della zeolite. Ciò consente un funzionamento efficace a umidità relative più basse.
Le temperature di rigenerazione per le zeoliti naturali sono generalmente 150-200°C, più elevate rispetto al gel di silice a causa dei legami adsorbenti più forti. Il punto di rugiada raggiungibile si colloca tra -50°C e -60°C con rigenerazione adeguata.
Le zeoliti naturali sono utilizzate nei sistemi in cui è necessario un essiccamento più profondo rispetto a quello garantito dal gel di silice, ma senza la necessità di raggiungere punti di rugiada criogenici. Il loro vantaggio è il costo inferiore rispetto ai setacci molecolari sintetici.

Setacci molecolari: deumidificazione profonda per processi critici
I setacci molecolari sintetici sono zeoliti sintetizzate artificialmente con dimensione dei pori e composizione chimica controllate con precisione. Tipi principali:
- Tipo 3A – diametro effettivo dei pori 3 Å, per l’adsorbimento esclusivo dell’acqua;
- Tipo 4A – pori da 4 Å, per l’adsorbimento di acqua e piccole molecole;
- Tipo 5A – pori da 5 Å, per uno spettro più ampio di sostanze;
- Tipo 13X – pori da 10 Å, per un ampio spettro di molecole.
L’elevata affinità per l’acqua, dovuta all’alta concentrazione di cationi e all’omogeneità dei pori, assicura un adsorbimento efficace anche a umidità relativa molto bassa. Con un ciclo di rigenerazione correttamente progettato è possibile raggiungere punti di rugiada fino a -70°C.
I setacci molecolari richiedono temperature di rigenerazione elevate (180-250°C) a seconda del tipo di setaccio e della profondità di essiccamento. Sono impiegati nei sistemi di trattamento dell’aria compressa per strumentazione e automazione, negli impianti criogenici di separazione dell’aria, nella produzione farmaceutica e nell’industria alimentare, dove sono necessari punti di rugiada estremamente bassi.
L’elevata efficacia dei setacci molecolari è accompagnata da un notevole fabbisogno energetico del ciclo di rigenerazione e da un costo del materiale più elevato.
Ossido di alluminio attivato: resistenza alle impurità chimiche
L’ossido di alluminio attivato (Al₂O₃) è un materiale poroso con proprietà anfotere, in grado di adsorbire sia impurità acide sia basiche oltre al vapore acqueo. La sua struttura presenta prevalentemente mesopori e una parte di micropori, fornendo caratteristiche intermedie tra gel di silice e zeoliti.
La capacità dinamica e il punto di rugiada raggiungibile per l’ossido di alluminio attivato si collocano tra -50°C e -65°C a seconda delle condizioni di rigenerazione. Le temperature tipiche di rigenerazione sono 150-200°C.
Il vantaggio chiave è l’aumentata resistenza chimica alla presenza di gas acidi (acido solfidrico, anidride carbonica) e impurità organiche, il che rende l’ossido di alluminio adatto alla deumidificazione di gas di processo con contaminanti.
Le applicazioni principali includono sistemi di trattamento del gas naturale, separazione dell’aria, produzioni chimiche, dove è importante non solo la profondità di essiccamento ma anche la resistenza alle contaminazioni.
Desiccanti compositi e ibridi: soluzioni innovative per esigenze specifiche
I desiccanti compositi e ibridi vengono creati combinando le proprietà dei materiali di base. Esempi includono:
- Gel di silice impregnato con cloruro di litio per aumentare la capacità dinamica a basse temperature di rigenerazione (60-80°C);
- Strati misti di diversi adsorbenti in un unico rotore o cassetta per ottimizzare il processo;
- Strutture metallo-organiche (MOF) con superficie specifica record fino a 7000 m²/g e idrofilicità controllata;
- Adsorbenti polimerici con porosità regolabile.
I materiali compositi possono offrire capacità aumentata a temperature di rigenerazione ridotte o migliore selettività per l’acqua in presenza di altri componenti. Tuttavia, la maggior parte dei nuovi materiali è ancora in fase di ricerca in laboratorio o di implementazione industriale limitata a causa dell’alto costo di sintesi e della stabilità a lungo termine non ancora sufficientemente studiata.
Per le applicazioni di massa dominano ancora gel di silice e zeoliti tradizionali, grazie al rapporto ottimale tra prestazioni e costo.

Confronto e scelta del desiccante: metodologia di decisione ingegneristica
| Tipo di desiccante | Capacità dinamica, % in massa* | Punto di rugiada raggiungibile, °C* | Temperatura tipica di rigenerazione, °C* | Energia specifica relativa del ciclo* | Resistenza chimica alle impurità* | Vita utile tipica, migliaia di cicli* | Costo relativo del materiale* |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gel di silice | 10-25 | -40 a -50 | 100-150 | 1,0 | Media | 50-80 | 1,0 |
| Zeoliti naturali | 15-20 | -50 a -60 | 150-200 | 1,3-1,5 | Medio-alta | 60-100 | 1,2-1,8 |
| Setacci molecolari | 18-22 | -60 a -70 | 180-250 | 1,5-2,0 | Bassa-media | 80-120 | 2,0-4,0 |
| Allumina attivata | 8-15 | -50 a -65 | 150-200 | 1,3-1,6 | Alta | 70-110 | 1,5-2,5 |
| Materiali compositi | 12-30 | -40 a -65 | 60-200 | 0,8-1,8 | Variabile | 40-100 | 1,5-10,0 |
* I valori sono indicativi e dipendono dalle condizioni operative specifiche, dalla progettazione dell’apparecchiatura e dal regime di rigenerazione.
Algoritmo di scelta del desiccante per il progetto:
- Passo 1: Determinare il punto di rugiada richiesto dell’aria deumidificata.
- Punto di rugiada superiore a -40°C → gel di silice (il più economico).
- Punto di rugiada da -40°C a -55°C → zeoliti naturali o ossido di alluminio attivato.
- Punto di rugiada inferiore a -55°C → setacci molecolari.
- Passo 2: Analizzare la temperatura disponibile del fluido termico per la rigenerazione.
- Temperatura fino a 120°C → gel di silice o materiali compositi con rigenerazione a bassa temperatura.
- Temperatura 150-200°C → tutte le opzioni tranne i setacci molecolari.
- Temperatura oltre 200°C → qualsiasi tipo, inclusi i setacci molecolari.
- Passo 3: Valutare la presenza di impurità nell’aria o nel gas.
- Presenza di gas acidi, vapori organici o contaminazioni meccaniche → preferire l’ossido di alluminio attivato.
- Aria pulita → la scelta non è limitata da questo fattore.
- Passo 4: Calcolare l’energia specifica del ciclo di rigenerazione, considerando che i setacci molecolari richiedono 1,5-2 volte più energia rispetto al gel di silice.
- Passo 5: Confrontare gli indicatori economici tenendo conto del costo iniziale dell’adsorbente, della sua vita utile e dei costi operativi dell’energia di rigenerazione.
Esempio di logica di scelta: Per un sistema di deumidificazione dell’aria in produzione farmaceutica con punto di rugiada richiesto di -65°C e vapore disponibile a 6 bar (160°C):
- Il gel di silice non garantirà il punto di rugiada richiesto → escluso.
- Le zeoliti naturali possono teoricamente raggiungere -60°C, ma con margine di affidabilità insufficiente → rischioso.
- L’ossido di alluminio attivato può garantire -65°C a temperatura di rigenerazione di 180-200°C, ma il vapore disponibile è solo 160°C → inefficiente.
- I setacci molecolari 4A garantiscono il punto di rugiada richiesto, ma necessitano di 200-220°C di rigenerazione, superiore a quello disponibile.
- Soluzione: applicare un sistema a due stadi con pre-essiccamento a zeoliti fino a -55°C e post-essiccamento con setacci molecolari fino a -65°C con rigenerazione elettrica del secondo stadio.

Errori ingegneristici tipici nella scelta dei desiccanti
Errore 1: Scegliere il gel di silice per sistemi che richiedono un punto di rugiada inferiore a -50°C, a causa di una comprensione insufficiente dei limiti dell’isoterma di adsorbimento.
Errore 2: Confondere zeoliti naturali e setacci molecolari sintetici per la somiglianza dei nomi, portando ad aspettative errate sul punto di rugiada raggiungibile.
Errore 3: Sottovalutare il fabbisogno energetico della rigenerazione dei setacci molecolari nella scelta della fonte di calore, con conseguente rigenerazione incompleta e degrado dell’adsorbente.
Errore 4: Ignorare l’incompatibilità chimica degli adsorbenti con le impurità presenti nell’aria o nel gas (ad esempio, il gel di silice si deteriora a contatto con acqua liquida).
Errore 5: Sovrastimare la vita utile dell’adsorbente in condizioni operative aggressive.
Falsi miti:
- Prestazioni iniziali più elevate del desiccante significano sempre migliori prestazioni operative del sistema.
- I desiccanti compositi superano universalmente i materiali tradizionali.
FAQ: risposte a domande ingegneristiche
Domanda 1: Perché il gel di silice non è adatto a raggiungere un punto di rugiada di -60°C anche con rigenerazione profonda?
Risposta: L’isoterma di adsorbimento del gel di silice mostra che, a umidità relativa inferiore al 5% (che corrisponde a un punto di rugiada di -50°C a 20°C), la capacità dinamica scende sotto il 2% in massa, mentre per un funzionamento efficace del sistema serve una capacità minima del 5-8%.
Domanda 2: Come determinare la temperatura di rigenerazione necessaria per un tipo specifico di desiccante?
Risposta: La temperatura di rigenerazione si determina dall’isoterma di desorbimento del materiale. Alla temperatura di rigenerazione e all’umidità relativa del fluido termico, la pressione parziale del vapore sull’adsorbente deve essere inferiore a quella del processo di adsorbimento.
Domanda 3: È possibile usare un unico tipo di desiccante per tutte le applicazioni, dai deumidificatori domestici agli impianti criogenici?
Risposta: No, è tecnicamente inefficiente ed economicamente sconveniente. Per applicazioni diverse sono ottimali materiali differenti in base al punto di rugiada richiesto e alle risorse di rigenerazione disponibili.
Conclusioni
Il principio chiave nella scelta del desiccante consiste nel bilanciamento tra la necessaria profondità di essiccamento, il fabbisogno energetico della rigenerazione e i costi complessivi del ciclo di vita:
- Gel di silice – scelta ottimale per la maggior parte delle applicazioni industriali e commerciali con punto di rugiada tra -30°C e -50°C;
- Zeoliti naturali – fascia intermedia per punti di rugiada tra -50°C e -60°C;
- Setacci molecolari – indispensabili per raggiungere punti di rugiada inferiori a -60°C in impianti criogenici e produzioni farmaceutiche;
- Ossido di alluminio attivato – per condizioni specifiche di essiccamento di gas con impurità;
- Materiali compositi – per condizioni operative particolari in cui le loro proprietà uniche offrono un vantaggio.
Per i progettisti è fondamentale svolgere un’analisi completa, includendo il bilancio energetico del ciclo, la valutazione delle fonti di calore disponibili per la rigenerazione, l’analisi della composizione dell’aria e la previsione dei costi operativi per un periodo minimo di 5 anni. La decisione finale deve basarsi su un confronto tecnico-economico delle opzioni tenendo conto delle specificità del caso concreto.